05/11/08

God bless Obama, God bless us all.

Attenti agli dei!

Ottaviano Augusto fu detto "Principe della pace", quando diventò Imperatore.
Lo si considerava come Dio.
Sicuramente Roma ed il suo vasto potere territoriale ebbero la pace: nemici esterni la temevano.
Il suo potere fu provvidenziale: sotto il suo dominio nacque Gesù e si diffuse più facilmente l'esperienza cristiana.
Il mondo non cambiò per lui e non cambierà mai per merito di alcun imperatore.

Oggi si festeggia la vittoria del primo Presidente afroamericano degli Stati Uniti.
Grandi speranze e grandi attese muovono il mondo e l'economia.
La Borsa risale e si manifesta una rinnovata fiducia nelle attività economiche.
Tutti sono lì a lodare la capacità democratica del popolo americano.
Un grande popolo sicuramente - sono stato tre volte negli USA e vorrei vivere là - che vuole vivere e costruire.
Sicuramente l'America ripartirà e trascinerà il mondo intero in una nuova rinascita economica.

Ma... attenti agli dei!

Tre cose mi lasciano perplesso:
1. La sventolata giovinezza ed appartenenza ai blacks del nuovo Presidente americano
2. La grande facilità ad avere finanziatori nella sua campagna elettorale
3. La sua nota e proclamata "libertà" riguardo ai temi della vita

Timeo Danaos et dona ferentes.
E' stata una grande manifestazione propagandistica.
Fatte le opportune distinzioni, l'euforia che ha portato Barack Obama a Washington è simile a quella che colpì il popolo tedesco negli anni '30, quando un parvenu della politica divenne Cancelliere di un popolo umiliato e da tutti gli fu affidata la missione profetica e la speranza di una nuova era.

Strane coincidenze. Strane manifestazioni di entusiasmo.
Nihil novi sub sole. Niente di nuovo sulla terra.
Si ripone ogni attesa nelle forze umane, nella propria volontà e capacità di fare, di risolvere i problemi.
Tutto suona tanto come il tema ed il personaggio principale di diversi romanzi: "Il Padrone del mondo", "Il racconto dell'Anticristo", "Il Nemico".

"Nuovo" è l'aggettivo più usato, quasi inflazionato.

God bless Obama, God bless us all.
Dio benedica il nuovo Presidente, Dio benedica tutti noi.
"Ogni potere viene da Dio" ammoniva San Paolo in piena dittatura imperiale (Lettera ai Romani, 13, 1).
Gesù onorava l'Imperatore Romano; ma non lo adorava.
L'onore a chi governa, l'adorazione a Dio.
I cristiani perseguitati pregavano per l'Imperatore e sapevano affermare la loro dignità davanti a lui. Sapevano bene dove sta veramente la speranza del mondo.
Ancora oggi lo sanno.

Prosperità, pace, giustizia, libertà al popolo americano e al mondo intero.
Ma solo Uno dà tutto questo, non certo un nuovo Presidente, pur giovane, pur nero, pur americano.

Dio ci benedica e ci doni la vera felicità in Lui, solo in Lui.

(clicca sul titolo)

3 commenti:

anna ha detto...

Che dire?
Che Dio lo illumini e... che si lasci illuminare da Dio...

factum ha detto...

Sul meccanismo hai ragione, sull'effettivo potere ho dei dubbi, recessione,Islam, Cina, Russia sono grattacapi mica da ridere...

Francesco Giuseppe Pianori ha detto...

Non sto parlando dell' "effettivo potere", quanto piuttosto della possibilità di fascinazione con cui noi tutti possiamo essere ingannati, credendo che la salvezza possa venire da altro che non sia Gesù Cristo.
Siccome io ci sono cascato più volte e ci cascherei di continuo senza gli amici di CL, della Chiesa... Io chiedo per Obama e per noi la benedizione di Dio, così come si pregava per gli Imperatori e per il popolo. La possibilità di un'esperienza compiutamente umana è solo in Gesù.
Attenti agli dei! Attenti alla divinizzazione di un particolare.
Voglia Dio che si vada tutti verso un periodo di pace, concordia e giustizia, come ha augurato il Papa ad Obama. I cristiani non augurano il male a nessuno.

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