08/05/13

Eros Gobbi

Chissà perché stamattina, mentre aprivo le finestre e le porte della scuola dove mi hanno accolto da pensionato, mi è venuto in mente all'improvviso, senza motivo, il mio amico Eros Gobbi. Mi hanno detto qualche tempo fa che è morto: ho detto un Requiem per lui, di cuore.
Eros era vicino ai socialisti; entrambi facevamo il Liceo Classico Giulio Cesare nel '68. Fu anche incarcerato in occasione di Mani Pulite come corriere dei finanziamenti illeciti del Partito cui si riferiva. L'ultima volta che lo incontrai fu in Piazza Cavour, cordiale e amichevole come sempre.
Quanti Magistrati e Funzionari Pubblici si comportano peggio di lui; ma lui pagò per la sua fedeltà all'idea, effettuando una violazione alla legge cui nessuno dei partiti era esente. C'era chi prendeva i soldi perfino da Stati esteri "avversari"...
Il giorno che facemmo l'occupazione a scuola, tutti, uno dopo l'altro, tornarono a casa la sera; io rimasi solo, deciso a mantenere fede alla deliberazione dell'Assemblea. Eros tornò indietro e mi fece compagnia: "Resto con te". Occupammo il Liceo in due, dormendo sui banchi, quella notte. Il nostro Preside, il Prof. Carlo Alberto Balducci, dopo aver cercato di dissuaderci, ci portò due coperte e ce le rimboccò personalmente. Non chiamò la Polizia, non denunciò nessuno. C'era gente capace di ragionare e valutare le conseguenze, allora. Nella notte fu colto da infarto. Il giorno seguente il Vicepreside, che ne prese il posto in seguito, fece denuncia e noi nel pomeriggio ci trovammo la Polizia, con tanto di mandato "contro ignoti", che ci fece sgomberare. C'erano ancora uomini intelligenti allora e la cosa finì lì. Sorpresi in flagranza di reato per occupazione di edificio pubblico e relativa interruzione di servizio, nessuno di noi fu denunciato e processato. Eravamo pur sempre ragazzi in buona fede.
Finito l'anno scolastico persi di vista Eros e lo rividi molti anni dopo solo nell'ultima occasione di cui ho detto; ma l'ho sempre considerato un amico: non mi aveva lasciato solo.
La storia del '68 riminese è tutta da scrivere. Altri, che furono ostili a questi fatti, salvo poi arrogarsene il merito, da "buoni" compagni, hanno scritto e detto molte inesattezze, se non vere e proprie falsità.
Eravamo ragazzi, idealisti e ingenui. Alcuni finirono nelle grinfie del nulla; altri si salvarono, Eros rimase un amico. Per questo, stamattina, nel silenzo della scuola ancora vuota, ho pregato per lui. Riposi in pace.

1 commento:

Giovanna Gismondi ha detto...

Ti sono grata, Francesco, per la delicatezza che hai usato nel ricordare Eros.
Ho appreso qui,attraverso di te e per puro caso, della sua morte...e confesso che ho provato un vuoto e uno sperdimento che non avrei mai creduto di poter sentire per una persona che ho avuto vicina in un'"altra vita" e per un breve periodo - quando eravamo più giovani, come dici tu...ma che sempre immaginavo uomo consolidato e di discreto successo, forse addirittura fuori dall'asfittico universo della provincia riminese.
Ma la vita, ancora una volta, ha rotolato nelle direzioni più imprevedibili...ed eccoci qua.
Grazie ancora.
Giovanna

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