02/04/09

Le ultime lettere di Padre Aldo

Cari amici, volevo ringraziare il Signore e la Madonna con voi, di ritorno dal viaggio in Italia.

Un pellegrinaggio autentico come quelli medioevali.

Il motivo di questa gioiosa fatica é stato fondamentalmente determinata dal desiderio che il caro amico, l´attuale vicepresidente della Repubblica, Dottor Federico Franco, conoscese il cuore di Comunione e Liberazione.

E cosí é accaduto. Dapprima l´incontro con il Santo Padre che ci ha accolto con una felicitá che mi ha comosso. Ho potuto brevemente dirle chi sono e ció che il buon Dio fa mediante questo povero uomo. Non dimenticheró mai il suo sguardo, il suo sorriso, le sue espressioni piene di affetto. Dare la vita per questo uomo é il primo sentimento che mi ha preso.

Come continuitá di questo incontro é stato il ricevimento a Milano da parte di Julian Carron.

Ci tenevo tantissimo che il Vicepresidente vedesse Giussani, conoscese direttamente colui a cui Don Giussani, come 2000 anni fa, Gesú con Pietro, ha conferito la responsabilitá di guidare un popolo nato dal suo carisma. Non so come ringraziare Carron per l´ora e piú di tempo che ci ha donato, dialogando con semplicitá come Gesú faceva con gli umili di cuore con il Dottor Franco, peraltro curioso di tutto e pieno di domande. Anche questo momento come quello con il Papa ha suscitato lo stesso sentimento in me. “Signore ti offro la mia vita e quella dei miei ammalati per questo uomo grande perché umile, cióe perché si vede che vive toccato dal Mistero, si vede la sua familiaritá con Cristo”

E la chiarezza con cui ci parla, la tenerezza del suo sguardo, e l´umanitá con cui ci abbraccia ne sono l´evidenza. Ci ha impressionato la sua libertá, cioé l´uomo che come Abramo sta davanti al Mistero. Dare la vita per lui per il Santo Padre sono le ragioni della mia vita e il mio grazie, perché senza questi due uomini la nostra vita si ridurebbe uguale a quella dei famosi “reduci” o ex combattenti, che, magari continuano a trovarse come gli alpini, vivendo di ricordi e di fiaschi di vino.

Salendo di metáfora: la nostra vita si ridurebbe a sostenerci prima di cadere nella tomba. Da questi due momenti che hanno comosso il vicepresidente sono partiti tutti gli altri incontri con la vita di C.L: dalla scuola di comunitá con Maurizio Lupi, dei parlamentari in Roma, l´incontro con Fini e Lupi al parlamento, con Alemano, con il Centro Internazionale con Roberto  Fontolán e amici, con Mons. Camisasca, un incontro bello e significativo che ha permesso di andare al cuore della Fraternitá San Carlo e rendersi conto del perché noi tre preti siamo quello che siamo. I due giorni a Riva del Garda dove é rimasto stupito da come C. L educa anche quanti sono impegnati in politica.

“Mai mi sarei immaginato che nella pagana Europa ci fossero politici che vivono con una consapevolezza grande la propia fede, senza vergogna e vivendo ogni gesto nella certezza che Egli é qui”  

Insomma é tornato in Paraguay, con la decisione che anche qui riaccadda lo stesso avvenimento, giá presente nella nostra compagnia di San Rafael. “Adesso comprendo perché voi siete cosí, perché la parrocchia é cosí ed é per me un modello di come vivere anche a livello di governo”

I giorni in piú che sono rimasto in Europa sono stati una gioia sia perché in compagnia dei miei cari amici Marcos, Cleusa e Julian de la Morena siamo stati a Barcellona, Monserrat, Santiago di Compostela, Burgos e l´incontro a Madrid. A Barcellona l´incontro con la comunitá e Sotoo, lo scultore della Sagrada Famiglia é stato un bagno di scuola di comunitá.

L´incontro nella basílica Santa Maria del Mare, una chiesa gotica bellísima ci ha permesso di spiegare mediante l´esperienza del seguire Carrón come anche la crisi attuale é una grazia, come ci ha ricordato il vangelo della quinta domenica di quaresima quando Gesú dice a Marta che “la malattia del fratello Lazzaro é perché sia riconosciuta la gloria di Dio”. Come dire, e la Scuola di comunitá ce lo ricorda chiaramente che la speranza e la gloria di Dio, da cui nace la sicurezza nel cammino. Allora il problema é solo uno ed é la domanda che Gesú pone a Marta: “credi tu questo?”. E da notare che aveva davanti il corpo giá puzzolente del fratello

E lei “Si, Signore io credo”. Ecco la crisi é perché finalmente l´uomo riconosca che é relazione con il Mistero, non é il padrone del mondo, é creatura. Il problema é “credi tu questo?”. Credi, crediamo che mai come questo momento storico é una occasione bella per aprire nuove porte, vedere nuovi o rizzonti, incontrare quei segni inconfondibili della Sua Presenza?

Pensando alla mia vita e a quello di Marcos e Cleuza con entusiasmo ogni giorno diciamo: “Si Gesú io credo”. Una settimana con questi amici, riprendendo sempre quanto Carron ci dice, ha permesso di scoprire anche il modo con cui Giussani ci educava al bello, al valore di ogni gesto, del dettaglio, della comozzione di fronte alla realtá.

I due grandi incontri di Carate e Lecco sono stati un aiuto per me e per tutti a chiederci come stiamo davanti alla realtá, al Mistero, al fatto se seguiamo con affetto Carron perché quelle febbre di vita di cui parlava Giussani ci prenda e ci consumi. Ringrazio comosso queste due grandi comunitá per avermi testimoniato una freschezza di vita e il desiderio di seguire colui che ci permette di dire: Giussani é vivo, é presente, attua. Come pure il gruppo del CLU del Canton Ticino o di Varese, gli amici di Carron, che sono venuti di proposito a trovarmi nella casa del Dottor Sega.

Mi é sembrato di rivedere gli Zerbini quando ogni mese e mezzo, spinti solo dall´amicizia vengono a trovarmi. E poi i tanti dialoghi con altre persone, con quanti come Scoppa ci ha portato con Cleusa e Marco, Julian de la Morena a Roma ed a Assisi, venendo apposto da Roma a Milano per trasportarci. Insomma é stato propio bello vedere una nuova primavera nel movimento. “Un movimento nel movimento” direbbe Giussani. E questo grazie a quanti con allegria vogliamo seguire a Julian che con chiarezza in ogni momento ci conduce al cuore dell´io”. Mi diceva una ragazza del Gruppo adulto: “seguendo Carron sono tornata a rifiorire dopo anni di invecchiamento”

Il suo richiamo alla concretezza dell´io, del cuore come criterio infallibile e oggettivo, all´io come relazione con il Mistero, alla realtá come l´unico luogo dell´io, alla familiaritá con Cristo, etc. é davvero l´aspetto piú reale, piú concreto della vita. E´di questo e solo di questa concretezza di cui abbiamo bisogno. Al contrario quello che noi chiamiamo “concretezza” e il massimo dell´astrazione, del pregiudizio.

Il problema, la crisi, verginitá si o no, matrimonio si o no, etc…tutto ció che viviamo solo in questa concretezza a cui ci riconduce Carron incontrano la chiarezza del cammino.

Abbiamo bisogno di lui perché lui ci dice: ecco il problema é il io, é l’io tuo cuore, é la realtá, é il tuo rapporto con il Mistero, é la tua familiaritá con Cristo e poi ci dice: “guarda lí, guarda lá, non vedi i segni inconfondibili della Sua Presenza che ti ricordano la possibilitá del cristianismo anche per te”

Un abbraccio a tutti e grazie di cuore. 

P. Aldo 

Vedi anche Viaggio a Roma

da http://blanchedelaforce.splinder.com/

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PADRE ALDO TRENTO  mail 2 aprile 2009

Joshua, il mio nuovo figlio

Carissimi amici: 

"Se no fossi tuo o Gesú mio sarei creatura finita" scriveva S. Gregorio di Nazianzio. 

Arriva la settimana santa. Gesú crocifisso mi ha regalato la sua persona sofferente. 

Guardartelo il mio piccolo crocifisso. Si chiama Joshua. É nato di appena di 6 mesi. Ed ora ne ha quattro. La mamma é morta. Il papa qui non esiste. É il mio nuovo figlio. 

Dolorosamente é in ospedale. É idrocefalico, desnutrizione di 3º grado e infezioni varie, etc. Soffre, soffre... per me e per te. 

Guardalo se mi vuoi bene, é davvero Gesú nelle croce. Il mio cuore é rotto ma in pace. 

Senza questo mio bambino il mondo sarebbe ancora piú brutto. Ma Gesú é risorto e il mio Joshua ne é la evidenza. Lo consegno a voi perché vi aiuti a vivere la settimana santa. 

Con affetto  

P. Aldo.


1 commento:

giovanni graceffa ha detto...

C'è da perdersi nei grandi occhi e bellissimi di Joshua.

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