11/02/09

Come fai a resistere?

Padre Aldo continua la sua opera.
Ecco le sue due ultime e-mails:

Da: padre Aldo TRENTO 
Data: Tue, 10 Feb 2009 16:26:17 -0300 
Cari amici,

Eluana l'abbiamo amazzata ed ora, in questo momento è morto il mio piccolo Andrès.

Aveva 22 anni, pesava 18 kg. Ermanno lo storpio era sano e “perfetto” se paragonato con il mio figlio. Per di più viveva come in uno stato vegetativo, mangiando con la sonda. E' morto quando abbiamo fatto morire Eluana. Sono qui a fianco del suo cadaverino. Sarà un problema metterlo nella bara per il suo corpo tutto deformato.

Lo guardo ma oggi i miei occhi, il mio cuore sono duramente provati, come lo sono tutti i giorni vedendo morire tutti i miei figli che arrivano qui. Più di 600 in quattro anni e mezzo. Solo chi ha perso un figlio può capirmi. O meglio chi ha perso un figlio avendo il cuore innamorato di Cristo. E' un dolore come quello della Madonna ai piedi della croce, ma pieno di pace. Sento il cuore piegato anche fisicamente e nello stesso tempo vedo le porte del paradiso aperte. Andrès è morto circondato da noi, in ginocchio al suo fianco, celebrando la Messa. La sua agonia lunga e dolorosa. I suoi gemiti mi soffocavano le parole della Messa nella gola. Vedere per la seicentesima volta morire un altro figlio. E' sempre un dolore nuovo e profondo. E' sempre rivivere il Mistero della morte e risurrezione di Cristo.

Molti mi chiedono: ma come fai a resistere?

Cosa ti risponderebbe un padre, innamorato di Cristo? Ecco lì è il cuore di tutto. E' vivendo la realtà di cui il dolore vissuto dentro un abbraccio come quello che Giussani ha avuto per me, che si trasforma in una porta che ti introduce nel cuore di lei, dove scopri la bellezza del Mistero che mediante la morte ti porta con sè per poterlo vedere “in faccia”. Il corpicino freddo di Andrès è qui al mio fianco.

Ci starebbe in un sacchettino. Ma lui, Andrès è il mio Gesù in braccio alla Madonna ai  piedi della croce. Che bello questo suo corpo che per tanto ho adorato in compagnia dei miei amici medici e tutto il personale. Come vorrei che Eluana in questo momento avesse la stessa compagnia che ha il mio Andrès. Amici cosi Eluana è come ci dicesse; “abbiate il coraggio di guardare in faccia la realtà...riprendete il capitolo X del Senzo Religioso....è l' unico cammino perchè non abbiamo da seguire uccidendo la realtà di cui ogni uno è il cuore”. I miei figli che muoiono, i miei bimbi completamente muti per la malattia, tutti con il sondino per poterli alimentare.....sono tutti piccole Eluana....e mi rimandano al Mistero fatto carne in loro. Loro sono Gesù nella croce. Ma capite cosa vuol dire per me e perchè vi scrivo in un certo modo....che può infastidire chi non è padre, chi non ha mai perso un figlio...chi è borghese. Si può stare davanti alla morte di Eluana come stiamo normalmente davanti alla realtà: distratti.

La verginità è una pienezza di paternità e maternità con una ferita che si rimarginerà solo nel mio incontro definitivo con Cristo. La Verginità esige le stimate del cuore e solo così diventa la forma più alta di dolore, di amore e di gioia, di paternità. Che Eluana ci perdoni il poco amore alla realtà, il poco senso del Mistero che viviamo e che Andrès ci doni la grazia di morire come lui: in compagnia di Gesù, Giuseppe e Maria.

La compagnia di chi ci vuole bene.

Lo affido alle vostre preghiere. Domani lo porterò con me al cimitero. Mi viene in mente quella donna dei Promessi sposi che usciva di casa con il suo piccolo morto per peste  in braccia... Anche il mio Andrès e così piccolo e riposerà fra i tanti miei figli morti in compagnia di questo povero peccatore e dei miei amici. Vorrei tanto che fosse sempre lo stupore a muoverci, perchè solo cosi scopriremo che la realtà è Provvidenziale per cui Eluana ed Andrès diventano cammino al riconoscimento del Mistero.

Termino questa mattina la lettera. Ho dormito poco e neanche il sommifero non ha servito a niente. O meglio ha servito perchè la prima cosa fatta stamani è stata quella di confessarmi, perchè, essendo il corpo mistico di Cristo tutti siamo responsabili dell' accaduto a Eluana. “Datemi 4 persone innamorate di Cristo e metterò a ferro e fuoco l' Italia” diceva Santa Caterina. Dio voglia che siamo fra questi

Con affetto

P. Aldo



Da: padre Aldo TRENTO 
Data: Mon, 9 Feb 2009 12:08:45 -0300
Oggetto: LETTERA 09/02/09

Cari amici,
QUESTA MATTINA
guardando gli amici che stanno imbottigliando la nuova acqua minerale “S.Rafael” mi sono ricordato di Giussani che di fronte ad ogni iniziativa esclamava: che bello! Il contrario di noi che diciamo: ma, riuscirò, vale la pena… Lui reagiva sempre con lo stupore, la commozione. E solo in un secondo momento guardandoti in azione correggeva. Per questo affascinava, da subito.
 
ORE 18:00
Sono qui in adorazione a fianco del piccolo Victor, il quale oggi, non bastasse quello che ha, è tormentato da una polmonite. Non può tossire, mi dicono i medici, ed è un problema per il catarro, ma i medici con il cuore di carne e la ragione umilmente piegata al Mistero lo stanno aiutando bene. Lui geme. Lo guardo: è quasi peggio di Gesù sulla croce, perché per lo meno Gesù era tutto intero, ma Victor… E resiste, stringendo da sempre i piccoli pugni. L’altro giorno, celebravo la Messa nella sua camera. La prima lettura diceva: “Dio castiga i suoi figli prediletti”, “corregge quelli che ama” (lettera agli Ebrei). Guardavo il mio Victor. Facevo fatica a capire quel versetto, ma poi ho visto il crocifisso e il mio cuore, il mio viso, si sono illuminati. Victor, Eluana, Celeste, Cristina, Aldo, sono i prediletti di Dio e per questo li ha associati, resi partecipi della condizione di Suo figlio sulla croce. Che privilegio, amici miei! Ho celebrato la Messa con una commozione unica: Eucaristia e Victor, Cristina, Aldo erano la stessa cosa ed io il padre che offriva nell’altare quest’unica ostia bianca, in remissione dei nostri peccati.
Per questo qui nella clinica si vive, si cammina, si lavora con il cuore e la mente in ginocchio.
Per questo chi passa per di qui esce cambiato, se ha il cuore semplice dei miei medici, infermieri e delle donne delle pulizie. La ragione è umile quando vive in ginocchio davanti al Mistero.
Il Mistero ci sorprende sempre attraverso la realtà. L’imprevisto è, credo, una delle più belle e affascinanti caratteristiche del Mistero.
N.N. è stata trovata nuda nella strada a 400 km da qui. Un veloce test medico: AIDS. Portata come in coma ad Asuncion viene depositata durante la notte davanti alla porta dell’ospedale di medicina tropicale. Però le hanno messo un pannolone. Quando i medici se ne accorgono la ricoverano. Avrà 19 anni, la chiamano Patrizia. È anche morta di fame. Mangia il cartone che trova. È abbandonata. La portano qui. Mi pongo in ginocchio davanti a lei, la bacio con tenerezza. Le lacrime mi irrigano il volto. Cristina, la santa dottoressa infettologa del mio ospedale, laureata a Cuba, ma con una fede grande e bella come il sole, mi racconta nei dettagli la situazione di Patrizia. Ho il cuore rotto. L’unica cosa che riesco a fare è adorare la sua persona, quel corpo sfigurato, abusato, violentato…eppure tempio dello Spirito Santo. La guardo avvolta nelle lenzuola bianche. È molto bella, profumata, la bacio. È proprio Gesù, è la Maddalena che è venuta a trovarmi. Così, dopo la cresima appena celebrata di Gessica, adesso Ruben, che ha ritrovato la sua identità maschile, abbiamo fatto festa anche a Patrizia. Che belli questi miei figliocci, tutti un tempo transessuali o travestiti ed oggi qui con me, loro padrino, a fare festa. Ma che grande scenario questa clinica dove ogni minuto si vive la parabola del figlio prodigo, dove ogni domenica mangiamo la torta perché un figlio torna al padre. Adesso anche Patrizia, di cui non sappiamo niente delle sue origini, niente di niente del suo passato, fa parte di questa storia di salvezza.
Amici, l’uomo è un mistero, così com’è quando lo incontri ed io vivo solo per adorarlo.
Pregate per Patrizia e per Andrei, il ragazzo di soli 22 anni, tutto deformato e che pesa 18 kg che è molto grave. Lo stiamo accompagnando a casa, lassù dove c’è Gesù che ci aspetta tutti. È proprio bello vivere con questa certezza.
Oggi abbiamo pregato, noi terminali, per Eluana perché lei possa vivere.

Con affetto
P.Aldo e amici  

1 commento:

Orsobruno ha detto...

Non so come ringraziarti, amico, fratello, che svolgi questo servizio di tenerci aggiornati su Padre Aldo.
Io soffro di depressione e lui per me è la speranza che anche a me possa essere donato un cammino simile al suo.
Un cammino di senso, di incontro personale con Cristo, di fede, di gioia nella Croce, di efficacia nel testimoniare il Risorto ai fratelli.

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