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30/05/12

Questo è il momento della persona!

Questo è il momento della persona!
Dobbiamo renderci conto di chi ci dà la vita adesso, chi ci dà il punto di appoggio per stare in questa situazione.
Ora le spiegazioni penultime non servono.
Anche "se trema la terra, se crollano i monti nel fondo del mare" "Tu sei il mio Dio":questa è l'espressione ultima dell'uomo.
Io chi sono? Sono una parte di questo tutto che crolla, o sono qualcosa d'altro?
Ciascuno, per stare davanti al reale, è costretto a non stare nell'apparenza.
Qui si vede chi siamo, dov'è la nostra consistenza.
Il terremoto può essere l'occasione attraverso cui il Mistero ci fa prendere coscienza di noi: vi rendete conto chi siete voi e Chi sono io?
Rispondere a questa domanda non lo si fa una volta per tutte.
Occorre rispondere in continuazione, come giudizio, come riconoscimento di Chi ci fa ora.
"Io - sono - Tu - che - mi - fai"

Julian Carron

Il giudizio di don Juliàn Carròn sulla circostanza del terremoto  in Emilia-Romagna.



A flagello terraemotus...

Nella Chiesa di Santa Chiara a Rimini, in Centro, un'invocazione campeggia sopra l'altar maggiore "A flagello terraemotus libera nos, Domine". Dal 1600 ad oggi, Rimini è stata colpita 4 volte, una per secolo, con frequenza sempre ravvicinata fino al 1916. Ho parlato anch'io con un vecchio Cavaliere allora ragazzetto, che l'aveva vissuto. Terremoto e guerra. In quegli anni Rimini aveva gli uomini al fronte e fu anche cannoneggiata dal mare dalla Marina Imperiale Austriaca. Distruzioni su distruzioni. Eppure oggi Rimini è una città vivace, attiva, rinata ancora una volta dopo il passaggio del fronte nel 45, la propria gente sfollata nelle campagne e ospitata nella Repubblica di San Marino (onore per sempre a questo popolo generoso e cristiano) e gli innumerevoli bombardamenti alleati, che ne avevano fatto un cumulo di macerie. In quegli anni visse un santo, Alberto Marvelli. Noi, figli del Dopoguerra, abbiamo visto solo qualche traccia di tutto questo ed una città nuova, piena di vita e di iniziative. Piangevamo ai racconti e cercavamo d'immaginare.
Oggi vediamo disastri e distruzioni con la televisione, vicini e lontani, come quelli di questi giorni nei paesi attorno a Modena, verso il Po. Qualche scossa del terremoto è arrivata fin qui: cosa di poco conto; eppure, come tutti e non solo perché italiani, ci domandiamo e ci muoviamo, per quello che si può. 
La domanda è per tutti.

Lettera alle popolazioni colpite dal sisma
I beni che passano e quelli che restano 
 da L'Osservatore Romano del 28-29 maggio 2012

Carissimi fedeli, carissimi sacerdoti, carissimi religiose e religiosi, desidero partecipare alcune riflessioni a voi che siete stati colpiti dall'immane tragedia del terremoto. Spero che questi miei pensieri siano di consolazione e di conforto nel grande dolore che state vivendo.

Sono sicuro che riflettendo su quanto accaduto siete rimasti colpiti e come storditi dalla constatazione della fragilità di tutto il nostro mondo. In pochi minuti avete visto coi vostri occhi secoli di storia e di lavoro spazzati via. Ma soprattutto avete sperimentato quanto sia fragile, breve, fugace la nostra vita.
In questi giorni sicuramente siete stati investiti da domande drammatiche: perché è accaduto? I sismologi, per quanto sanno, possono darci le ragioni geofisiche. Ma la vostra domanda ha un altro significato: quale senso hanno i nostri giorni di fatica e di dolore? Ma, alla fine, un senso ce l'hanno? È questa domanda che, sono sicuro, attraversa il vostro cuore.

Carissimi, quando ho visto municipi letteralmente sventrati o crollati non ho potuto non pensare: queste immagini ci dicono che anche la nostra convivenza municipale, nazionale ed europea sono state "sventrate" dal sisma del nostro individualismo utilitarista? Carissimi, quando ho visto le chiese crollate o inagibili, ho pensato al grido profetico del nostro Santo Padre Benedetto xvi che continua a dirci: la crisi della Chiesa in Europa è una crisi di fede. Una crisi così profonda che rischia di far "crollare" la Chiesa in Occidente. Il vostro coraggio, la dedizione eroica dei vostri sindaci, la testimonianza commovente di voi sacerdoti, veri pastori che condividete ogni sofferenza del vostro popolo, sono un segno precursore ed esemplare. Il segno che tutti siamo chiamati a ricostruire vere comunità civili che non si riducano a essere coesistenze di egoismi opposti; a riscoprire, durante l'imminente Anno della fede, o a riaccogliere il tesoro incomparabile della fede.

+ Card. Carlo Caffarra

03/03/10

Perché il terremoto?


TERREMOTO CHILE

Manifiesto de CL Chile por el terremoto

Queridos amigos,
Ante el terremoto que ha afectado nuestro país, se hace aún más evidente que la vida es misteriosa y no nos pertenece.
Frente a la belleza de la naturaleza chilena brota siempre una pregunta: "¿Quién es su autor?".
De la misma manera, delante de la magnitud de este terremoto, nos sentimos pequeños, impotentes y frágiles.
Sin embargo, de esta experiencia surge otra pregunta: "¿Qué es lo que nos pide el Señor a través de esta circunstancia?".
Después de haber visto, recientemente también, en nuestra compañía y en muchos testigos, el rostro transfigurado de Cristo que se nos da a conocer, somos ayudados a entrar en el Misterio de la Cruz.
Sin Cristo, la belleza sería fuente de una triste melancolía y el drama se volvería tragedia, como nos ha recordado Carrón frente al terremoto de Haití.
Por eso estamos invitados a rezar por todos los que sufren las consecuencias de este drama y también tenemos el deber de dejar que la caridad que hemos recibido desborde en una atención solidaria a las necesidades del pueblo chileno.
Movimiento de Comunión y Liberación (Chile) 

La traduzione in italiano
TERREMOTO IN CILE

«Il volto che ci aiuta ad entrare in questo mistero»

Dopo il violento terremoto che ha colpito il Paese sudamericano, gli amici del movimento cileni hanno scritto un messaggio


Cari amici,
davanti al terremoto che ha colpito il nostro Paese, diviene ancora più evidente che la vita è un mistero e non ci appartiene.
Di fronte alla bellezza della natura cilena sorge sempre una domanda: «Chi ne è l’autore?».
Allo stesso modo, davanti alla grandezza di questo terremoto, ci sentiamo piccoli, impotenti e fragili.
Tuttavia, da questa esperienza nasce un’altra domanda: «Cosa chiede a noi il Signore attraverso questa circostanza?».
Anche recentemente, nella nostra compagnia e in molti testimoni, abbiamo visto il volto trasfigurato di Cristo che si rende conoscibile, e questa esperienza ci aiuta a entrare nel mistero della Croce.
Senza Cristo, la bellezza avrebbe come esito una triste malinconia, e il dramma si volgerebbe in tragedia, come ci ha ricordato Carrón in occasione del terremoto di Haiti.
Per questo siamo invitati a pregare per tutti coloro che soffrono le conseguenze di questo dramma, e abbiamo altresì il dovere di fare che la carità che abbiamo ricevuto trabocchi in una condivisione concreta delle necessità del popolo cileno.

Comunione e Liberazione (Cile)

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